domenica 7 settembre 2014

"Me lo ricordo come fosse oggi: liceo classico Berchet, ore 9 del mattino, primo giorno di scuola, ottobre 1954. Mi ricordo il sentimento che avevo mentre salivo i pochi giardini d'entrata al liceo; era l'ingenuità di un entusiasmo, di una baldanza, che mi aveva fatto lasciare la pur amata strada dell'insegnamento della teologia nel seminario diocesano di Venegono per poter aiutare i giovani a riscoprire i termini di una fede reale."
Giussani si rivedeva in quel momento "con il cuore tutto gonfio del pensiero che Cristo e' tutto per la vita dell'uomo, e' il cuore della vita dell'uomo" .......
"Ricordo perfettamente la prima volta che sono entrato nella scuola in cui comincio' il movimento. Tutti erano divisi, erano come estranei, e ciò nonostante li amavo. Amare vuol dire avere passione per il destino della gente" ......
"Non sono qui perché voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che io vi dirò. E le cose che io vi dirò sono un'esperienza che è' l'esito di un lungo passato: duemila anni ..........
....... mi ero profondamente persuaso che una fede che non potesse essere reperta e trovata nell'esperienza presente, confermata da essa, utile a rispondere alle sue esigenze, non sarebbe stata una fede in grado di resistere in un mondo dove tutto, tutto, diceva e dice l'opposto". Mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita " e, quindi - questo "quindi" e' importante per me -, dimostrare la razionalità della fede, implica un concetto preciso di razionalità. Dire che la fede esalta la razionalità, vuol dire che la fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore dell'uomo"
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L'onda del Sessantotto ha fatto scoprire a Giussani che "non puo' essere motivo di adesione al cristianesimo ne' la tradizione , ne' una teoria, ne' la concezione, ne' una teoresi; non la filosofia cristiana, non la teologia cristiana, non la concezione dell'universo che ha il cristianesimo. Almeno guardando i giovani, questo diventa evidente".
Che cosa e' capace, allora, di persuadere? "Quello che, adesso, mi pare, possa costituire - unicamente - motivo di adesione, e' l'incontro con un annuncio, e' il cristianesimo come annuncio, non come teoria......... una presenza carica di messaggio; questo e' cio' che faceva andar dietro a Cristo la gente".
(VITA DI DON GIUSSANI di Alberto Savorana)    

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