domenica 31 agosto 2014
Il giorno inizia dalla bellezza dell'alba, dalla luce che brilla all'orizzonte e lentamente si espande nel cielo, il giorno inizia dal sussulto del cuore mentre riconosce di essere fatto, il giorno e' nella mossa che lo libera dalle tenebre, l'avvento di Colui che lo trae dal nulla facendolo essere.
Carissimo direttore,
si e' concluso il Meeting di Rimini e rimane dentro il sentimento una grande nostalgia per l'esperienza di una settimana travolgente. Ora che e' finito si può cercare di capire di più quale sia il suo segreto che gli permette di durare nel tempo superando non poche difficoltà. Ripensando a questa settimana devo dire che i contenuti sono stati molti e tutti affascinanti, ma ciò che maggiormente mi porto dietro sono gli incontri. In una società dove tutto viene informatizzato, dove la comunicazione utilizza strumenti dei più sofisticati, la bellezza del Meeting e' che ci si incontra, che ci si guarda negli occhi, che ci si ascolta e ci si parla. Vi è' nel Meeting qualcosa di antico, la semplicità di parlarsi, di comunicare quello che colpisce, qualcosa di antico che entra prepotentemente nell'oggi diventando nuovo. Qui sta il fattore decisivo che rende il Meeting quanto mai attuale, che non trasmette delle idee, non offre delle indicazioni di percorso, non sviluppa dei progetti, semplicemente genera delle relazioni, e per entrare in rapporto con l'altro ci vuole che l'altro stia a livello del tuo desiderio, che tenda come te alla felicità. Se i rapporti sono mediocri, se hanno contenuti poco interessanti, i legami si spezzano, difficilmente sanno reggere alla ruggine che porta il tempo, anche quelli che sembrano più importanti; invece una amicizia sa reggere al tempo se ha un idea.e grande, se non soffoca nella mediocrità, ma apre lo sguardo ad orizzonti sempre più vasti. Questo e' il Meeting, non il riunirsi di gente intorno ad una idea, ma lo scoppiare di incontri che mettono a tema la vita. E i giovani al Meeting, il loro impegno volontario, e' il segno più entusiasmante di questa avventura ideale che continua.
Vi è' una tavoletta che più mi ha colpito perché offre questa idea, e' l'amicizia tra Gilgamesh ed Enkidu, una tavoletta che si poteva vedere alla mostra sulla Siria, in quel darsi la mano vi è' la potenza e la tenerezza dell'amicizia, il camminare fianco a fianco dell'amico verso ciò che risponde al nostro cuore inquieto.
Gianni Mereghetti
Insegnante
L’apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani di Roma, dice loro: «Non conformatevi a questo mondo - non entrare negli schemi di questo mondo - ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio» (Rm 12,2).
In effetti, noi cristiani viviamo nel mondo, pienamente inseriti nella realtà sociale e culturale del nostro tempo, ed è giusto così; ma questo comporta il rischio che diventiamo "mondani", il rischio che "il sale perda il sapore", come direbbe Gesù (cfr Mt 5,13), cioè che il cristiano si "annacqui", perda la carica di novità che gli viene dal Signore e dallo Spirito Santo. Invece dovrebbe essere il contrario: quando nei cristiani rimane viva la forza del Vangelo, essa può trasformare «i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita» (PAOLO VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 19). E’ triste trovare cristiani "annacquati", che sembrano il vino allungato, e non si sa se sono cristiani o mondani, come il vino allungato non si sa se è vino o acqua! E’ triste, questo. E’ triste trovare cristiani che non sono più il sale della terra, e sappiamo che quando il sale perde il suo sapore, non serve più a niente. Il loro sale ha perso il sapore perché si sono consegnati allo spirito del mondo, cioè sono diventati mondani.
PAPA FRANCESCO ANGELUS 31 SETTEMBRE 2014
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